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Non è affatto positivo il bilancio del primo trimestre del 2012 dei casino online italiani. Dopo una buona partenza con il mese di gennaio, a febbraio è seguito un brusco e inatteso calo, confermato dalla tendenza di marzo. Ma quali sono i motivi di una così repentina contrazione della raccolta, dopo che dalla loro introduzione, lo scorso 18 luglio 2011, le sale da gioco virtuali AAMS si erano sempre comportate così bene? I motivi possono essere molteplici: da una prematura saturazione del mercato all'acuirsi della crisi economica, passando per la concorrenza delle sale da gioco cosiddette 'com' e per l'ormai cronica mancanza di uno dei giochi da casino online che contribuiscono maggiormente alle entrate degli stessi: le slot machine.
E dire che il mese di gennaio aveva lasciato sbalorditi anche gli addetti ai lavori. Una raccolta di oltre 365 milioni di euro (365,7 per la precisione), il 5,9% in più rispetto al mese precedente. Dato significativo, dal momento che storicamente dicembre è uno dei mesi più fruttuosi per il comparto dei giochi d'azzardo, dato il clima vacanziero e in qualche modo più 'spendaccione'. Analizzando a più ampio respiro la raccolta di tutto il comparto dei giochi a pagamento, a gennaio arriviamo a una raccolta di 1,5 miliardi di euro, contro i miseri 470 milioni dello stesso mese del 2011.
Una cifra dai contorni spaventosi, che può essere spiegata solo con l'introduzione proprio dei casino online e del poker online in versione cash game, le due grosse e importanti novità degli ultimi mesi nel settore del gambling. Occorre però sempre tenere presente la differenza tra raccolta e spesa, soprattutto in ambiti come quelli delle sale da gioco virtuali (che siano dedicate al poker o ai casino games è uguale), perché in questo caso il payout, cioè il denaro che torna nelle tasche dei giocatori sotto forma di vincita, arriva fino al 97%.

Poi, come detto, il calo netto e per certi versi inatteso. A febbraio la raccolta precipita a circa 320 milioni di euro, 45 in meno rispetto a quanto fatto registrare soltanto a gennaio. E poco conta che il secondo mese dell'anno sia il più corto, anche perché febbraio 2012 ha pure contato 29 giorni invece dei canonici 28. In ogni caso, mediamente in un paio di giorni la raccolta può assestarsi intorno ai 15-18 milioni, praticamente la metà rispetto a quanto invece i casino italiani hanno perso tra gennaio e febbraio.
Anche volendo credere che la motivazione principale fosse un mese più corto del solito, non si spiegherebbe come mai a marzo (che ha lo stesso numero di giorni di gennaio), i numeri siano addirittura calati di nuovo, per altri 10 milioni, arrivando a 310. Le motivazioni dunque vanno ricercate sicuramente altrove.
Proviamo a dare qualche spiegazione plausibile. La prima che viene in mente è la crisi economica, che ha colpito un po' tutti i settori, e che sembrava invece non aver toccato quello dei casino online. Evidentemente esauritasi il periodo della sorpresa e della novità, i giocatori italiani hanno cominciato a tirare la cinghia anche nei giochi da casino. Probabilmente anche le recenti nuove tasse hanno influenzato i consumi globali, nonostante solitamente in tempi di crisi il settore del gioco rimanga prolifico.
Possiamo anche ipotizzare una saturazione precoce del mercato, visto il gran numero di operatori che ha deciso di acquisire una licenza AAMS, e visto che le novità dal punto di vista dell'offerta cominciano a latitare. Da questo punto di vista l'introduzione delle slot machine si rende sempre più necessaria, non solo per aggiungere un nuovo gioco dalle potenzialità infinite, ma anche per limitare la concorrenza delle sale da gioco estere.
Proprio questo è l'ultimo punto che possiamo prendere in considerazione per valutare i perché del calo della raccolta dei casino online italiani. Le sale da gioco cosiddette '.com' rimangono ancora un'alternativa troppo attraente per molti giocatori, anche e soprattutto proprio per la presenza delle slot machine, l'unico gioco capace di far vincere anche svariati milioni in una volta sola (grazie ai jackpot progressivi).
Probabilmente è ancora troppo presto per parlare di una crisi dei casino online italiani, a neppure un anno dalla loro nascita ufficiale, ma è bene che gli operatori comincino a studiare qualche contromossa, se non vogliono continuare a perdere quote di mercato.
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