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Puntualmente, il sito ufficiale dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato rilascia una serie di dati molto interessanti e utili per comprendere l'andamento del mercato dei giochi a distanza, di cui fa parte anche il mondo dei casino online. Quello delle sale da gioco virtuali è un settore in espansione, che in Italia si è creato soltanto a partire dalla seconda metà del 2011: prima di allora i giocatori potevano giocare soltanto nei siti esteri, che da quel momento in avanti sono diventati non a norma di legge. Ma cominciamo analizzando proprio i dati generali dell'intero settore dei giochi a distanza.

Come si evince dal grafico, la spesa ha subito una bella impennata tra gennaio e febbraio, con un aumento di oltre 13 milioni di euro, per poi calare progressivamente a marzo e ad aprile, tornando più o meno su livelli di inizio anno. Va ricordato che con giochi a distanza non si intendono soltanto i casino online, ma tutte quelle attività di betting che possono essere svolte in via telematica: lotterie istantanee, scommesse sportive, scommesse ippiche, poker online in versione torneo e sit and go, poker online in versione cash game e così via.
Per spesa, inoltre, si intende ciò che effettivamente gli italiani hanno giocato al netto di eventuali vincite e perdite. Il termine è da non confondere con la raccolta, di cui parleremo tra poco, che è il totale del giocato mensile, al quale poi però va tolto il payout (cioè il denaro che torna nelle tasche degli italiani sotto forma di vincite). Spesa e raccolta possono avere andamenti tendenziali anche piuttosto diversi: non è detto che al calare dell'una corrisponda un calo dell'altra, né che se cresce una debba per forza crescere anche l'altra.

Infatti notiamo subito la differenza tra l'andamento della raccolta e quello della spesa. Se la spesa si è impennata a febbraio, per poi calare progressivamente ad aprile, la raccolta ha avuto un calo costante sin dall'inizio dell'anno, passando dagli 1,5 miliardi di gennaio fino agli 1,2 miliardi del mese di aprile.
Com'è possibile tutto ciò? Semplice. Facciamo un esempio parlando dei casino online. Supponiamo che un giocatore, mensilmente, dedichi 100 euro ai suoi giochi preferiti, che possono essere Roulette, Video poker, Blackjack e chi più ne ha più ne metta. A gennaio, per esempio, quel giocatore si rivela particolarmente fortunato, e riesce a tramutare quei 100 euro in 1000 euro. A febbraio, invece, la sorte volta le spalle al nostro eroe, facendogli perdere tutti i 100 euro giocati.
Dal punto di vista della spesa, sia a gennaio che a febbraio il protagonista del nostro esempio ha speso 100 euro nei casino online. Ma a gennaio il casino ha dovuto corrispondergli 1000 euro sotto forma di vincite, mentre a febbraio non ha dovuto dargli nulla. Ecco spiegato come mai la spesa e la raccolta, in questo settore, non debbano per forza coincidere.
Nelle prossime settimane continueremo a parlare di dati, entrando più nello specifico dei casino online, ed evidenziando i vari trend che riguardano non solo il mercato in generale, ma anche i singoli operatori e le quote tra loro suddivise.