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Il sogno del jackpot: come nasce e come si è evoluto questo premio

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Una volta in Italia i nostri nonni, per descrivere una gran botta di fortuna di un amico avrebbero detto "ha pescato un terno secco": le possibilità di una vincita del genere nel vecchio gioco del Lotto erano davvero minime. I nostri padri avrebbero detto invece "ha fatto tredici", riferendosi alla schedina del Totocalcio che per anni ha rappresentato il massimo della speranza in termini di una vincita, forse anche più della tradizionale estrazione della Lotteria Italia in programma da sempre il 6 gennaio e abbinata a qualche trasmissione televisiva.

Ma con il passare degli anni, delle abitudini e anche con l'aggiornamento dei vari giochi alcune mode sono passate: la schedina la giocano in pochi e al lotto tradizionale i più giovani preferiscono lotterie istantanee, gratta e vinci e superenalotto.

Tant'è che oggi i giovanissimi quando chiacchierando si riferiscono a un gran colpo di fortuna esclamano "jackpot!", ben sapendo che un jackpot alle slot machine rappresenta una vincita che può valere anche diverse centinaia di migliaia di euro, ma senza sapere da dove questa parola trae la sua origine.
 

DA DOVE NASCE IL TERMINE JACKPOT

Il termine jackpot è nato nel 1800 tra gli americani che cominciavano ad appassionarsi al poker: e non parliamo dei ricchi che giocavano nei club riservati all'élite o nei circoli letterari ma anche alle migliaia di worker, i cosiddetti redneck, che costruivano palazzi e ferrovie. I redneck (letteralmente 'colli rossi', perché lavoravano in canottiera e il sole li abbronzava solo su collo, spalle e braccia) erano quasi sempre immigrati che investivano parte della loro paga settimanale al poker nel loro giorno libero. Magari in attesa del classico colpo di fortuna che concretizzasse il loro sogno americano.

Il gioco non si poteva aprire fino a quando un giocatore non dichiarava di avere in mano, serviti dal mazzo, una coppia di jack: nel frattempo era stato già versato quello che in Italia chiamavamo 'cip', e che in realtà era il 'cheap', il piatto povero, che poi con l'evoluzione del gioco e soprattutto del Texas Hold 'Em diventarono buio e grande buio. Tutti dovevano versare il cheap, a carte ancora da distribuire: e il gioco cominciava solo una volta che qualcuno dichiarava di avere la coppia vestita, la coppia di fanti. Se nessuno aveva i due jack le carte venivano ritirate e il 'cheap' restava sul piatto per formare un pot… un tesoretto che veniva ribattezzato 'jack's pot', ovvero il tesoro dei jack. Lo slang ha trasformato il termine in jackpot e il piccolo tesoro finiva in mano a chi vinceva la prima mano valida o, a volte, a chi restava da solo in attivo al termine della partita dopo aver eliminato tutti gli avversari. Più ricco era il cheap, più ricco era il jackpot. Si partiva da 1 cent per arrivare in alcune partite, soprattutto sui battelli a vapore che battevano i grandi fiumi e che ospitavano lunghi tornei tra signori ricchi e annoiati, anche a 50 dollari. Il cheap, e di conseguenza il jackpot, misuravano l'importanza e la ricchezza di un tavolo, e di conseguenza dei giocatori che vi prendevano parte.
 

L'EVOLUZIONE DEL JACKPOT, DALLE CARTE ALLE SLOT

Le consuetudini sono cambiate: al punto che nel poker il jackpot non si usa praticamente più. L'unica variante che prevede ancora l'apertura con la coppia di jack serviti è quella del Gardena che prende il nome dalla cittadina californiana che divenne popolare negli anni '30 per questo genere di variante: apre il gioco chi dimostra, svelandole, di avere una coppia Coppa di Jackdi jack e può decidere se aprire il gioco o attendere che a farlo siano i suoi avversari.

Il concetto di jackpot, nel senso di tesoretto, non è invece cambiato nell'accezione moderna del termine che si riferisce alle lotterie istantanee e soprattutto alle slot: ogni gettone che viene inserito in una slot dà diritto a una giocata che può portare a una vincita. Ma una piccola parte di ogni singolo gettone finisce in un pot che termine nelle tasche di chi 'sbanca' la slot o il sistema del quale la slot fa parte. Sbancare vuol dire realizzare la combinazione più improbabile, e di conseguenza più ricca: in questo modo si vincono il piatto e il pot.

Un gran bel colpo insomma… È per questo che nei casino, ma anche nelle sale virtuali online, viene indicato con sempre maggiore frequenza il jackpot, ed è sempre per questo motivo che la stragrande maggioranza delle slot non sono isolate ma sono collegate tra loro in un sistema che rende il jackpot sempre più ricco: molti giocatori tentano la fortuna contemporaneamente e tutti hanno la stessa possibilità di vincere il piatto forte. Nessuno escluso…

Più il jackpot aumenta più cresce il desiderio di vincerlo: perché una vincita così può davvero cambiare la vita.

VINCITE STRAORDINARIE, QUASI IMPOSSIBILI

Adrian BayfordOggi i jackpot e soprattutto i meccanismi progressivi o standard con i quali vengono accantonati i capitali sono regolamentati in modo molto severo da leggi statali e federali (negli USA): ormai i collegamenti telematici in tempo reale consentono a i giocatori di vincere jackpot impressionanti che sono frutto di una fittissima rete di slot dello stesso tipo. Ma vincere un jackpot progressivo più che un gran colpo di fortuna è un evento davvero unico, per quanto possibile. Inseguirlo spesso diventa causa di frustrazione ed elimina qualsiasi divertimento procurato dal gioco fine a se stesso.

Il jackpot più ricco di sempre? Difficile dirlo: ogni casino fa una gran promozione ai propri jackpot ma gli ultimi distribuiti dalle lotterie pubbliche sono stati impressionanti.
I casino per legge non possono pagare cifre rilevanti e non si ha notizia di jackpot vinti alle slot superiori ai 3-4 milioni di dollari. In qualche caso il jackpot vinto era più alto di quanto il casino stesso avrebbe potuto pagare in termini di legge: è successo ancora recentemente in Austria (con una vincita da 11 milioni di euro che deve ancora essere liquidata) e a Singapore (sei milioni di dollari). Ma il problema potrebbe essere superato dalle slot online: perché come per le lotterie il jackpot si alimenta con un gran numero di giocatori su un vasto territorio… milioni di player a caccia del sogno miliardario.
Che è toccato nell' agosto scorso al signor Adrian Bayford, 41enne di Haverhill, nel Suffolk che ha sbancato la Euromillions Lottery britannica con un jackpot da 147 milioni di sterline, circa 180 milioni di euro. Il signor Bayford (ritratto nelle foto qui a destra) ha un negozio di strumenti musicali che ha regolarmente aperto il giorno dopo la vincita: l'unica soddisfazione che si è tolto al momento è l'acquisto di una Ford Kuga. Una macchina tutto sommato modesta per uno che, in un colpo solo, ha un patrimonio che lo pone al di sopra di superstar come Eric Clapton e Tom Jones che pur avendo tenuto migliaia di concerti e venduto milioni di dischi hanno meno soldi di lui.
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