GiochiGiochi ArcadeTank Commander

Dieci proiettili, un ultimo carro armato superstite

Tank Commander è un altro gioco tipicamente arcade che sta ottenendo un successo davvero interessante anche per via della sua estrema semplicità che va addirittura al di là del concetto di software o di video così come del meccanismo di gioco. Chiunque nella vita ha giocato almeno una volta alla battaglia navale: c'è chi lo ha fatto durante le ore di lezione più noiose, chi lo ha fatto online o chi invece aveva a disposizione il famoso gioco da tavolo che è stato sicuramente uno dei regali più acquistati tra gli anni '70 e '80 insieme a grandi classici dei giochi di società come Risiko, Scarabeo e Monopoli.

Un meccanismo di gioco di una semplicità estrema.

Il player è l'ultimo superstite di una squadra di carri armati che deve cercare di individuare in un combattimento gli obiettivi nemici, tutti nascosti su una collina presidiata e coperta da una fittissima vegetazione. Non c'è modo di vedere che cosa nascondono gli alberi: si sa solo che in un raggio di alcune centinaia di metri, delimitati da 100 caselle (un quadrante di 10 settori per base per altrettanti di altezza come nel più classico schema della battaglia navale) ci sono degli obiettivi sensibili da colpire. Il tank commander ha dieci proiettili da sparare e deve puntare un po' sull'intuito e un po' sulla buona sorte nel tentativo di eliminare i bersagli che possono essere di tipo e di valore diverso. La postazione contraerea vale un gettone, la pista aerea ne vale cinque, il carro armato nemico dieci, il convoglio d'armi cinquanta, la torre per le comunicazioni duecentocinquanta mentre colpire il quartiere generale significa aver preso il jackpot e moltiplicare così la propria giocata per 10mila.

Chi fa da sé, prolunga il divertimento e non delega nulla

Il gioco è estremamente semplice, magari un po' ripetitivo, e adatto a chi chiede pochi minuti di svago tra una noia di lavoro e l'altra: si possono scegliere individualmente le dieci caselle sulle quali sparare i propri proiettili nella speranza di colpire qualcosa di valore o si piò puntare sulle funzioni automatizzate che danno all'esperienza di gioco un ritmo decisamente più Tank Commanderfrenetico. Una, l'autoplay, prevede che si giochino un certo numero di partite consecutive (è il player a decidere quante) e il software fa sparare in modalità casuale il carro armato su dieci caselle diverse. A volte va bene e a volte no, ma da quello che abbiamo verificato con diverse mani giocate la casualità è assolutamente rispettata. A volte i proiettili si sgranano molto lontani l'uno dall'altro a volte si concentrano in alcuni settori ben precisi. Un'altra funzione automatica è quella del reveal all: in questo caso il giocatore delega tutto alla macchina che fa esplodere contemporaneamente dieci caselle del settore di gioco. In una mezzoretta di gioco individuale siamo rimasti in attivo, in altra mezz'ora di gioco in funzione automatica, sempre con la giocata minima (1€ per dieci colpi), abbiamo portato a casa una trentina di euro e la soddisfazione di aver beccato niente meno che un convoglio. Se i dieci colpi esplodono a vuoto senza colpire alcun bersaglio il nostro carro armato esplode: e la sfida ricomincia con dieci nuovi proiettili e nuovi bersagli. La musica marziale e carica di tensione si accompagna a deflagrazioni ed esplosioni improvvise, scoppi di mitragliatrice e ordini che arrivano improvvisamente via radio ed è la cornice ideale per chi ama i giochi di guerra e le atmosfere un po' tese. Ma anche per chi, con uno schema di gioco semplice semplice, chiede a questo divertimento in stile arcade qualche minuto di distrazione e magari il colpo gobbo che ti rallegra la giornata, se non il mese o anche molto di più. Considerando che per ogni giocata si possono spendere da un minimo di 0.25 centesimi a un massimo di 10€, trovare il quartier generale significa staccare un payout da 100mila euro. Difficilissimo, quasi impossibile. Ma qualcuno c'è riuscito.

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