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A rischio il futuro del Bingo

13/12/2011 - 10:59:02 Scritto da Alex

Sempre più utenti negli ultimi anni si sono rivolti al gambling in internet e al bingo online, soprattutto in seguito alla legalizzazione del mercato del gioco d'azzardo online avvenuta a partire dal luglio di quest'anno. In molti comunque hanno continuato a frequentare le sale da bingo terrestri, visto che sono forse l'occasione più diffusa sul territorio italiano per frequentare sale che ricordano quelle dei casino. Tutto questo mercato potrebbe però andare in crisi, visto che le sale da bingo hanno beneficiato finora di una agevolazione che, se non dovesse essere rinnovata entro la fine di questo dicembre, metterebbe in seria difficoltà un intero settore.

All'origine della crisi del bingo

Per capire la situazione attuale del Bingo bisogna risalire a qualche anno fa. Si capisce quindi subito che all'origine della crisi del bingo non ci sono i casino online e nemmeno quindi i giochi di bingo che si possono fare in internet. Le prime sale da bingo autorizzate sono state infatti aperte in Italia nel 2001, attraverso un decreto che prevedeva, in maniera ottimistica, che il mercato italiano potesse supportare in totale fino a 800 sale.

Questo numero non si è sfiorato nemmeno lontanamente, essendo arrivati ad un massimo di 329 sale, un picco raggiunto nel 2004, che alla fine è stato anche l'anno di inizio della crisi. È dal 2004 che chiudono le prime sale di bingo, fino ad arrivare al 2009, un anno di concertazione, di analisi di mercato, che ha consentito ad operatori, governo ed AAMS di fare una analisi minuziosa per poi dare il via ad azioni in grado di rilanciare questo settore in crisi.

I rischi del nuovo regime fiscale

Tra le varie azioni intraprese, c'è stata quella di ridurre il PREU (prelievo erariale unico), dal 23,5% al 12%. Questa condizione di regime fiscale agevolato è entrata in vigore da gennaio 2010 in maniera sperimentale per due anni ed ha dato ottimi risultati. Negli ultimi due anni infatti non è chiusa nessuna sala da bingo, bloccando quindi in questo modo un processo che andava avanti ininterrotto dal 2004. Si è quindi stabilizzato il mercato ed è aumentato anche il gettito fiscale, grazie all'introduzione nelle sale di circa 4500 videolottery.

Ecco quindi che se non verranno confermate le misure introdotte in maniera sperimentale nel 2010 un intero settore rischia di crollare, con pericoli anche per l'indotto. È stato infatti stimato che a partire dal 1 gennaio 2012 saranno a rischio i 12.000 posti di lavoro direttamente collegati alle sale di bingo e in totale 20.000 posti di lavoro se si considera anche l'indotto. Insomma, 20.000 famiglie italiane saranno in crisi se non si rinnoveranno le misure di agevolazione fiscale per il bingo.