Vuoto legislativo: istituzioni contro sale slot e VLT
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Vuoto legislativo: istituzioni contro sale slot e VLT

07/05/2013 - 17:11:12 Scritto da StefanoB

Torniamo per un istante sull'argomento che abbiamo approfondito in una delle nostre ultime notizie (qui), a proposito delle regolamentazioni che riguardano la convivenza tra le cosiddette sale giochi e sale scommesse e le 'attività sensibili'. È giusto farlo per fare un po' di chiarezza anche perché sotto l'aspetto normativo la vicenda è tutt'altro che chiara. Da una parte ci sono norme dell'Unione Europea che hanno invitato a una sempre più ampia liberalizzazione del settore: dunque, se un operatore chiede una licenza ha le carte in regola e i locali adatti, può aprire qualsiasi attività, sala giochi compresa. Dall'altra alcuni comuni, in un certo qual modo anticipando quella che poteva essere una normativa nazionale, hanno limitato questa liberalizzazione imponendo che tali attività non siano situate nelle immediate vicinanze (300 metri) di "luoghi sensibili", inserendo in questo elenco scuole, asili, ospedali, uffici pubblici e in qualche caso addirittura bancomat o esercizi per la compravendita di oggetti preziosi.

Tra corsi, ricorsi e lentezze burocratiche

Inutili fino a questo momento i ricorsi al TAR che sia in Alto Adige che in Liguria hanno visto bocciati le legittime rimostranze di chi dall'oggi al domani si è ritrovato con una licenza a tutti gli effetti regolare, ma di fatto inefficace. Le autorità istituzionali nazionali, stando ai si dice, stanno ancora valutando il da farsi: la complessa formazione del nuovo governo, la lunga scaletta di priorità mette questo punto in discussione, ma non tra i primissimi punti. È tuttavia evidente che ci sia un vuoto legislativo che da qualche parte bisogna pur colmare. Oggi, ad esempio, si parla anche di poker: come noto esiste una normativa per la quale i cosiddetti tornei di poker sportivo nel nostro paese non erano consentiti. Prova ne è il fatto che quasi tutti i grandi eventi sono stati svolti all'estero, nei casinò fuori confine o a Campione d'Italia… Ora si parla anche dei cosiddetti tornei sportivi e tutto riporta a un precedente significativo, quello del 13 gennaio del 2011, quando il TAR della Puglia, bloccò l'ordinanza di sospensione dei tornei di poker sportivo per evitare di trasformare ogni club o circolo privato in una bisca. Timore legittimo: ma il Tar Puglia  aveva bloccato l'ordinanza affermando che il vuoto legislativo in tal senso imponeva nuove norme. E in questo senso rispolverava le direttive espresse dal Consiglio di Stato nel 2008 che diceva che il poker sportivo non era da considerare gioco d'azzardo a condizione che la quota di iscrizione non superi i 30 euro, che un giocatore non possa rientrare dopo aver esaurito la dotazione iniziale di fiche e che l'organizzatore del torneo non svolga nella medesima serata e nella stessa località più di un torneo. In pratica una porta spalancata che scavalca le normative.

Norme regionali, comunali ed europee: c'è un po' di confusione

La questione è stata sollevata proprio in questi giorni dal deputato della Lega Nord Matteo Bragantini che ha inviato un'interrogazione scritta al Ministro dell'Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni (illustrato nella foto qui a sinistra) per fare chiarezza una volta per tutte sulla questione. Contestualmente si sta ipotizzando anche a  una legge nazionale che riduca i fenomeni di gioco problematico e a una regionale che dia maggiore potere decisionale alle autorità locali in materia di rilascio delle licenze per le slot: c'è già stata richiesta in queste ultime ore da parte della Commissione Attività produttive e Occupazione della Regione Lombardia. Che ci sia una sorta di demonizzazione dei giochi è abbastanza evidente, in compenso tuttavia se le sale slot e videolottery o anche poche macchine collocate all'interno di una tabaccheria o di un bar vengono viste come 'il nemico' dalle istituzioni, c'è da sottolineare, come ha fatto Francesco De Donato, direttore dell'ufficio lombardo dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che nei "7000 controlli effettuati nel 2012 sui 16000 esercizi lombardi dove erano presenti slot sono state rilevate irregolarità pari all'1%". Un nulla…

In tutto questo marasma l'unico settore che sembra essere del tutto regolamentato e salvaguardato, grazie sprattutto ai massicci investimenti degli imprenditori nel settore della sicurezza di software e transazioni, è proprio quello dei casino online che prosperano tra lanci, benefit e sempre nuove acquisizioni di titoli e iniziative.