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Gioco: tra aperture e venti di proibizionismo

07/08/2013 - 18:31:22 Scritto da StefanoB

È un periodo intensissimo per quanto riguarda il confronto politico che concerne il gaming e il gambnling on line. Proprio pochi giorni fa davamo notizia dell'intensissimo dibattito che si sta tenendo negli USA (leggi qui) e che in definitiva dovrebbe aprire a tutti i paesi dell'unione il mercato online di gioco e scommesse. A chiederlo sono i politici con un atteggiamento del tutto bi-partisan: se è vero che i repubblicani sono i maggiori promotori è evidente che anche tra i democratici statunitensi i sostenitori di una legge federale siano molto numerosi, e lo stesso dibattito è in atto anche in molti altri paesi europei dove la liberalizzazione dei giochi online viene vista soprattutto come un'opportunità di nuove entrate fiscali e di concentrazioni degli sforzi nella lotta al cosiddetto gioco sotterraneo e clandestino.

Negli USA si lavora per la liberalizzazione federale

Inevitabilmente la discussione riguarda anche il nostro paese dove la liberalizzazione è una realtà da ormai un paio di anni e dove l'industria del gaming e del gambling online ha portato alla creazione di centinaia di posti di lavoro e a un indotto importante al punto da creare un movimento di denaro che fino al 2010, quando ancora la liberalizzazione non era in atto ed era solo oggetto di dibattito pubblico e politico, era assolutamente impensabile. Ma come in tutte le cose che riguardano la liberalizzazione di un tema controverso e ricco di sfaccettature, c'è anche la corrente contraria.

Nel nostro paese infatti è iniziata ormai da alcuni giorni la "crociata antigaming" del partito Italia dei valori che ha depositato in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per sopprimere quasi tutti i giochi d’azzardo di Stato (eccezion fatta per Lotto, lotterie nazionali e le scommesse sul solo calcio di serie A). Per tutto il settore sarebbe un taglio drastico a uno sviluppo industriale ormai iniziato da tempo e che fino a questo punto ha fruttato introiti importanti sia alle aziende che allo Stato.

L'Italia dei valori giudica "immorale e illegale il gioco"

Ma Ignazio Messina (nell'immagine qui sotto a sinistra), segretario dell'IDV, non la pensa così e sul gioco ha posizioni diametralmente opposte, quasi integraliste. Italia dei Valori ha annunciato iniziative di piazza per raccogliere le 50mila firme necessarie entro i prossimi sei mesi: "In Italia – dice Messina citando fonti proprie – abbiamo un rischio di patologia per circa due milioni di persone ed è inammissibile che il gioco serva a foraggiare la criminalità organizzata o a coprire i debiti dello Stato che con il gioco sottrae legalmente risorse preziose dei cittadini".

In effetti fino a questo momento è stato dimostrato l'esatto contrario: e cioè che la liberalizzazione ha portato a una evidente contrazione delle attività illecite proprio grazie all'incremento e al monitoraggio delle attività regolamentate. Tant'è che molti operatori del settore hanno definito questa iniziativa politica di IDV una sorta di 'invito al ritorno al proibizionismo'. Discussione aperta dunque con Messina che ha portato oltre ai dati un giudizio di merito molto forte "Noi riteniamo il gioco d'azzardo immorale e vogliamo che questa pratica diventi illegale".

Tuttavia, storicamente, è altrettanto vero che i momenti di crisi hanno sempre avvicinato l'uomo alla fortuna: forse per scaramanzia, forse perché la natura dell'uomo era e resta profondamente ottimista. A volte magari anche troppo Gli emigranti andavano all'estero in certa di fortuna… oggi basta meno. Ma la fortuna non è un diritto, e nemmeno una garanzia. Di qui l'intensissima campagna sul gioco responsabile e informato cui  siti di informazione e divulgazione come il nostro esprimono da sempre e che in questo senso fanno proprio quello che è il claim dell'AAMS, agenzia che in tutto il mondo viene presa ad esempio per attenzione, tutela e monitoraggio del gioco regolare e per ferrea persecuzione di quello illegale e clandestino. Insomma, se l'attenzione non deve cadere forse il proibizionismo può attendere…