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La politica torna a demonizzare il gioco

05/09/2013 - 19:25:12 Scritto da StefanoB

Gioco d'azzardo

Un passo avanti e due indietro, è questa la sensazione che chi si occupa di gioco rigorosamente legale e responsabile, o da operatore del settore o da imprenditore, ma anche semplicemente da agente o da appassionato, sembra vivere in questi ultimi giorni. Ed è probabilmente l'effetto che la moratoria anti gioco d'azzardo che è stata approvata in Senato questa mattina ha scatenato in tutto il settore riportando d'attualità un tema che non è tanto su uso, costumi o abitudini… giuste o sbagliate che siano. Ma fondamentalmente politico. Sul gioco in Italia è in atto una battaglia di carattere politico che poco ha a che fare con il buon senso con il quale determinate operazioni sono state condotte e dalle leggi che in passato sono state prese a modello da numerosi paesi (persino da Inghilterra e Francia) per la loro regolamentazione.

Il testo dell'ordine del giorno proposto dalla Lega Nord e approvato

Per le persone che non hanno seguito il dibattito in Senato gioverà tornare sulla notizia che è all'origine di questo e di altri approfondimenti che seguiranno. Il Senato ieri mattina ha Senato della Repubblicaapprovato il testo di un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord (partito di minoranza in questo momento) che impegna il Governo "ad adottare ogni immediata e tempestiva iniziativa, volta ad attuare i principi del decreto Balduzzi per rendere più efficace e incisiva l'azione di contrasto al gioco d'azzardo patologico e ai fini dell'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza; e ad assumere ogni utile iniziativa volta ad una maggiore tutela dei giocatori, in particolare dei minori e delle altre persone vulnerabili, vigilando gli ingressi nelle sale da gioco e formando ad hoc il personale; a promuovere iniziative di sensibilizzazione circa i rischi collegati al gioco e sull'uso responsabile del denaro anche nelle scuole; a vietare la pubblicità dei giochi d'azzardo sui mezzi di comunicazione e sui mezzi di informazione, nonché a prevedere l'obbligo, da parte dei concessionari, di inserire messaggi di avvertimento sui rischi da dipendenza". Il testo, stralciato per motivi di spazio in sostanza dice questo. Che sembra chissà che… in realtà sono tutte cose (tranne il black out pubblicitario sui giochi d'azzardo, che per altro esiste per le sigarette ma non per l'alcol) che il Governo sta già facendo da tempo e che hanno nell'AAMS, l'agenzia del monopoli di Stato, un garante piuttosto attento e affidabile. Diversamente non si spiegherebbero le migliaia di operazioni che forze dell'ordine e Monopoli di Stato hanno condotto negli ultimi mesi per far chiudere siti illegali, o case da gioco clandestine. Nessun altro paese come l'Italia ha ottenuto risultati rilevanti in tal senso. Tant'è che da tutta l'Europa guardano al nostro paese, per una volta, come a un modello di sviluppo attento e sostenibile.

La demonizzazione e i voti sono il vero nodo del problema

Ma il gioco, in questo momento, per molti italiani, sembra essere diventato il demonio. Non lo è il calcio per il quale da anni gli italiani, senza saperlo, pagano milioni di euro ogni settimana per spostare le forze dell'ordine campo per campo per evitare gli scontri tra i tifosi; non lo è la Fiches e cartetelevisione, per la quale gli italiani pagano ogni anno il canone a un servizio pubblico di Stato che raramente è in grado di offrire un vero servizio pubblico ed è sempre più spesso un banale competitor pubblicitario delle tv private con produzioni che fanno dell'intrattenimento, spesso anche abbastanza becero, e della raccolta di audience e pubblicità la propria mission. Questo costa alle casse dello stato milioni di euro ogni giorno. Ma come tutti i carrozzoni statali e parastatali accontenta un po' tutti e piazza posti di lavoro e voti. Dunque non va toccato.

Per contro, quest'ordine del giorno approvato ieri, impegna il Governo anche a inasprire le pene contro riciclaggio e gioco d'azzardo clandestino, a intensificare i controlli sui flussi finanziari delle società impegnate imprenditorialmente nel settore di gaming e gambling e a vietare la creazione di sale da gioco nelle vicinanze di scuole, ospedali o sedi di società sportive. Anche queste cose già attuate.

La mozione è stata immediatamente ribattezzata la 'moratoria contro il gioco d'azzardo'. Altri la definiscono una 'crociata' sulla quale si sposterebbero parecchi voti da una parte all'altra degli schieramenti all'interno dei quali le posizioni intransigenti e integraliste sono per la verità parecchie. E ora? Ora si registrano le voci preoccupate degli operatori e quella indispettita del sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti che in una prima dichiarazione a caldo ha fatto sapere che si tratterebbe "di un passo indietro e di un danno ingentissimo".

A breve torneremo con un focus sulla sua posizione in modo più approfondito.